(Adnkronos) -
Bufera per le parole di Francesca Albanese dopo gli atti di violenza compiuti ieri nella redazione del quotidiano La Stampa a Torino. Trentaquattro persone sono state identificate e denunciate dai poliziotti per aver partecipato all'irruzione nella redazione del quotidiano durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori occupati, intervenendo all'evento 'Rebuild Justice. Ricostruire la giustizia' a Roma ha condannato il raid parlando anche di "monito per la stampa". "A quanto pare stanno provando ad affossarmi. Non c’è stato nessuno scivolone, vergognatevi. Tutto quello che ho detto e che continuo a dire è che condanno la violenza e condanno l’attacco di ieri a La Stampa", ha detto nel pomeriggio Albanese dal palco del corteo di Roma. "Ma la violenza anche dentro a un sistema violento finisce per rafforzare il sistema che ci opprime", ha affermato ancora.
Sull'aggressione a La Stampa si esprime la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia - anche solo in parte - della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge", scrive sui social la premier. "Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa - conclude la presidente del Consiglio - è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità".
Le parole di Albanese vengono stigmatizzate da numerosi esponenti politici. "Trovo decisamente sconcertanti le parole pronunciate da Francesca Albanese riguardo l’assalto che i ProPal hanno fatto alla redazione della Stampa. È inconcepibile paventare che chi subisce un qualsiasi episodio violento se lo sia in qualche modo meritato", afferma Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. "In questo specifico caso la signora Albanese arriva a insinuare che i giornalisti non facciano il loro lavoro in modo intellettualmente onesto e che non riportino i fatti. Sono illazioni che minano uno dei pilastri della nostra democrazia: la libertà di stampa e con essa la libertà di pensiero. È ancora più grave che tali parole siano state pronunciate da una persona che pochissimi giorni fa, nell’ambito delle 'Giornate del premio Lucchetta' a Trieste in cui vengono assegnati importanti riconoscimenti giornalistici, ha ricevuto il premio della fondazione Lucchetta Ota D’Angelo Hrovatin, fondazione che mi auguro condannerà con forza le dichiarazioni di Albanese", aggiunge.
"Fino a quando dovremo sopportare questa Albanese? Finge di condannare gli atti di violenza contro La Stampa, salvo poi affermare che l’episodio dovrebbe essere ‘un monito per i giornalisti’. Albanese è davvero una persona incommentabile e stupefacente. Ci chiediamo ancora quando verrà rimossa dagli incarichi che immeritatamente ricopre. È con Hamas o con l’Onu? Sta bene o sta male? Ci poniamo queste domande, indignati per ciò che dice e per ciò che fa, soprattutto perché lo fa vantando un titolo, addirittura internazionale, che non merita affatto", dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.
"Albanese è un’altra di quelle figure - come Ilaria Salis - di cui la sinistra si dovrà a un certo punto vergognare. Speriamo", scrive su X Carlo Calenda, leader di Azione. "La violenza non è mai un monito, e si condanna e basta, senza 'se e ma'. Sorpresa ma non troppo, dalle dichiarazioni di Francesca Albanese. Spero comprenda almeno la gravità delle cose che dice", scrive su X la vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata del Partito democratico, Pina Picierno.
"Che significa, "do la solidarietà a La Stampa ma sia un monito"? Le parole di Francesca Albanese sono molto gravi. Significa che i giornalisti italiani sono occupati da 'neosionisti, nazisti, fascisti'? Qual è il monito? Che bisogna stare attenti a ciò che si scrive? Rimango veramente perplesso e basito", dice il vicecapogruppo di FdI alla Camera, Alfredo Antoniozzi.
Albanese torna sul tema con un post pubblicato su Facebook: "Condanno fermamente gli attacchi di ieri alla Stampa, alla cui redazione e personale tutto va la mia solidarietà. La rabbia verso un sistema mediatico che distorce la realtà, in Palestina e altrove, è comprensibile, MA la violenza – anche dentro un sistema violento – finisce per rafforzare chi opprime e quindi va respinta. Chi abbraccia la violenza, nel nostro sistema, fa male a noi tutte e tutte che questo sistema cerchiamo di cambiarlo. Ne è la prova il fatto che le migliaia di piazze che ieri hanno detto NO all'economia di guerra, in Palestina e nel mondo, rimangono oscurate da questa singola notizia. Nel giorno di solidarietà con il popolo Palestinese invito a tutti a resistere all'oppressione nello spirito palestinese di Sumud, della resilienza, DNA morale della sopravvivenza come umanità condivisa e solidale, in nome de e verso la giustizia, per tutte e tutti. ASSIEME SIAMO UNO/A, e con amore e in solidarietà ce la facciamo", conclude.