Politica | 27 novembre 2025, 14:34

Violenza contro le donne, Fiore: «La responsabilità educativa è la prima arma contro questo fenomeno»

Intervento del consigliere comunale, che inserisce nella riflessione i temi della fede cristiana, della responsabilità educativa e del sostegno alla famiglia

Violenza contro le donne, Fiore: «La responsabilità educativa è la prima arma contro questo fenomeno»

L’ultima seduta del Consiglio comunale di Busto Arsizio si è tenuta martedì 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Per l’occasione, il consigliere Emanuele Fiore aveva preparato una riflessione su questo tema, lasciando poi che a intervenire fossero la presidente dell’assise Laura Rogora e l’esponente del Pd Valentina Verga.
Pubblichiamo l’intervento di Fiore, che inserisce nella riflessione i temi della fede cristiana, della responsabilità educativa e del sostegno alla famiglia.

Oggi, 25 novembre, celebriamo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ma ricordiamolo: non basta parlarne oggi. La violenza non si ferma con una ricorrenza, si ferma con scelte quotidiane. Ogni giorno, in ogni gesto, in ogni parola.

Ogni donna che subisce violenza è una ferita aperta nella nostra società. Le leggi si rafforzano, i fondi aumentano, ma non basta.

Come ha detto la premier: “La libertà e la dignità delle donne sono un dovere dello Stato e una responsabilità di tutti” e oggi sui social ha ricordato che “la violenza sulle donne è un atto contro la libertà. Di tutti. Un fenomeno intollerabile, che continua a colpire e che va combattuto senza sosta.

I numeri parlano chiaro: nel 2024 il Centro Antiviolenza EVA ODV di Busto Arsizio ha accolto 230 donne, 160 delle quali hanno intrapreso un percorso di assistenza, e 12 madri con figli sono state ospitate in case rifugio. E a livello nazionale, nel 2024 in Italia si sono registrati 106 femminicidi, il 91% degli omicidi di donne, quasi tutti commessi da partner o familiari.

Sono numeri che gridano: non basta indignarsi, bisogna agire. Perché la violenza nasce dove manca il rispetto, dove la cultura non educa all’uguaglianza: serve una rivoluzione culturale. E qui voglio ricordare un valore che ci appartiene: la fede cristiana ci insegna che la vita è sacra e che l’amore è dono. Educare all’amore e al rispetto della vita è il fondamento di ogni comunità sana.

Dobbiamo educare i nostri figli al rispetto, insegnare che l’amore non è possesso, che la forza non è dominio. La responsabilità educativa è la prima arma contro la violenza.
E qui chiamo in causa le famiglie, le scuole, le comunità: parliamo, ascoltiamo, interveniamo. Sostenere le famiglie è fondamentale, perché sono il primo presidio di valori, il luogo dove si impara il rispetto e la dignità. Una famiglia forte, accompagnata dalle istituzioni, è la barriera più solida contro la violenza.

E per finire voglio ricordare, in questa giornata, un’icona della musica italiana recentemente scomparsa: Ornella Vanoni. Con le sue canzoni ha raccontato l’amore e la condizione femminile, dando voce alle emozioni delle donne in tempi in cui non era facile farlo. La sua arte ci ricorda che la libertà, ed in particolare la libertà femminile, è il primo passo per dire NO alla violenza. Difendere la libertà significa proteggere la vita.

Emanuele Fiore – Consigliere comunale gruppo misto

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