Anche quest’anno la sezione castellanzese del CAI rinnova l’appuntamento con “La Montagna raccontata”, portando a Castellanza una serie di autori di pregio che racconteranno al pubblico diversi aspetti della vita in alta quota.
«Siamo ormai all’ottava edizione de “La Montagna raccontata” – spiega il vice presidente Silvano Landoni – e anche quest’anno abbiamo scelto, tra i tantissimi volumi che ne parlano, tre libri che sono stati fatti da persone vicine a questo mondo.
Abbiamo individuato tre autori che ci parleranno non solo di alpinismo, ma anche della cultura e della vita di chi ogni giorno respira e vive appieno la montagna».
Ad aprire la rassegna, che si svolgerà all’interno della sala conferenze della biblioteca, sarà l’autrice Nadia Guindani che, con l’aiuto del professor Giancarlo Restelli, alle 21 di giovedì 13 novembre racconterà, attraverso le pagine del sul libro “Énz Land Gressoney. Un angolo di terra Walser nel cuore delle Alpi”, la storia della comunità Walser della Valle d’Aosta, un popolo dalle origini antichissime che ancora oggi rivendica ricerca la sua identità.
Giovedì 20, sempre alle 21 in sala conferenze, sarà la volta di “La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery”, il libro di Alessandra Carati che racconta l’avventura di Daniele Nardi, che proprio su quella montagna perse la vita.
A dialogare con l’autrice, che collaborò personalmente con lo stesso Nardi prima dalla sa ultima spedizione, sarà Walter Polidori, istruttore nazionale di alpinismo e scrittore.
A concludere la rassegna, alle 21 di giovedì 27 in sala conferenze, sarà Franco Faggiani, che insieme alla giornalista Pamela Lainati, presenterà il volume “Il Maestro itinerante”, in cui racconta la storia Bertran Guyot che, nel 1400, in Val di Pragela (oggi Pragelato), sceglie di insegnare in montagna, convinto trovare in quelle terre alte una società primitiva per invece scoprire quanto sia evoluta.
«Lo spirito di questa rassegna – racconta Alfredo Cerini – non è quello di raccontare la montagna e l’alpinismo delle grandi conquiste, ma piuttosto quello di portare alle persone una montagna di alto respiro, narrata attraverso le pagine che affrontano non solo le storie dei protagonisti, ma anche aspetti culturali e di vita quotidiana.
Anche questa volta, inoltre, abbiamo scelto di privilegiare la narrazione al femminile, poiché la presenza nelle donne ha sempre faticato a farsi largo nella nostra dimensione, e crediamo che sia importante incoraggiare sempre di più la presenza delle donne, che da sempre nobilitano il mondo della montagna».















