Varcare il cancello del nuovo “Chiosco da Mario” significa abbattere muri invisibili, quelli del pregiudizio. Venerdì 26 settembre, in via Cadorna a Bergoro di Fagnano Olona, la cooperativa sociale “La Valle di Ezechiele” ha inaugurato il chiosco e il parchetto, restituiti alla comunità dopo una profonda ristrutturazione e dedicati allo storico parroco don Mario Mascheroni. Dietro al bancone ci sono uomini che arrivano dal carcere, assunti come baristi: due ex detenuti.
L’applauso più sentito è stato per il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che nel suo intervento ha rilanciato una visione chiara: «Ripensare al lavoro per le persone che hanno sbagliato, dentro e fuori dal carcere, è la strada giusta. Abbiamo già avviato progetti perché nelle carceri nascano opifici e laboratori, così che i detenuti possano imparare un mestiere e uscire con la possibilità concreta di continuare un’attività. Questo dovrebbe essere il futuro della detenzione: non solo rimanere detenuti, ma essere detenuti lavoratori. Qui a Bergoro vediamo un ottimo esempio: complimenti e continuate su questa strada».
Ad accogliere le autorità è stato don David Maria Riboldi, cappellano del carcere e anima instancabile della cooperativa, che ha presentato il significato del progetto. La presidente Anna Bonanomi ha parlato con emozione: «Vogliamo dare un’opportunità a chi ha inciampato nella vita di rialzarsi. Abbiamo dato la possibilità a 33 persone di ricominciare: solo una è tornata in carcere. Qui, al chiosco, ogni caffè servito porta negli occhi di chi lo offre una gioia contagiosa, che dà senso a tutto il nostro impegno».
Il sindaco di Fagnano Olona Marco Baroffio ha sottolineato l’orgoglio della comunità: «Il chiosco e il parchetto riprendono vita dopo mesi di chiusura, con un progetto sociale che porta speranza. Siamo onorati di avervi qui (voi della Valle di Ezechiele) in valle con la sede operativa e sopra la valle con il vostro bar, il bar dedicato a don Mario Mascheroni, lo storico parroco di Bergoro»
Dal palco è intervenuto anche il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, che ha scelto la concretezza: «Chi lavora può cambiare vita. Anch’io mi impegnerò a sostenervi, ad esempio nella gestione degli archivi delle amministrazioni».
Il vicario episcopale monsignor Luca Raimondi ha rivolto il suo sguardo soprattutto ai giovani: «Molti in carcere si arrendono, ma chi sceglie di rimettersi in gioco merita tutto il nostro plauso. È segno di una forza che va sostenuta».
Accanto a loro, il maresciallo Michele Beltrame, il consigliere regionale Samuele Astuti, la presidente vicaria del Tribunale di Genova Nicoletta Guerrero, l’assessore al commercio di Fagnano Olona Daniela Caprioli e l’assessore all’economia di Busto Arsizio Alessandro Albani hanno condiviso la soddisfazione per un progetto che restituisce dignità attraverso il lavoro.
La serata si è trasformata presto in festa popolare: buffet con prodotti di economia carceraria, salamelle e patatine preparate dal gruppo “Qualcosa per il mondo”.
Il “Chiosco da Mario”, aperto già dal 6 agosto, si conferma così non solo un bar, ma un presidio di dignità e reinserimento sociale, dove bere un caffè significa credere nella possibilità di rinascita.

















