A vent’anni, mentre molti coetanei sono ancora alle prese con i primi esami universitari, Lucrezia Brandolini ha già il suo "ufficio" tra le nuvole. Con una determinazione fuori dal comune, ha conseguito in Svizzera il brevetto da pilota commerciale (CPL) con abilitazione al volo strumentale (IR), un traguardo che la posiziona tra le più giovani professioniste d’Europa, pronta a prendere i comandi di un aereo di linea. Una vocazione, la sua, nata non da un sogno d’infanzia, ma da una folgorazione improvvisa che ha ridisegnato completamente il suo futuro.
«Tutto è iniziato durante un soggiorno studio a San Diego, in quarta superiore», racconta. L’idea iniziale era quella di studiare ingegneria aerospaziale, ma la visita a una portaerei-museo ha cambiato ogni prospettiva. «Sono salita a bordo e ho sentito qualcosa di speciale. È stato un momento istintivo, ho semplicemente capito che quella era la mia strada». Tornata a casa, l’idea si è trasformata in un progetto concreto. Scartata l’ipotesi della carriera militare perché «la vita in divisa non faceva per me», ha trovato nella scuola di volo AeroLocarno il percorso perfetto per lei.
Il suo addestramento è stato un percorso intenso, che l'ha portata lontano da casa. Pur essendo cresciuta a Magnago, e avendo frequentato le scuole a Legnano, Lucrezia ha scelto di trasferirsi per un anno e mezzo a Cuneo, nella sede distaccata della scuola, per affrontare la complessa parte teorica e le prime ore di volo pratico. «Lì ho imparato le basi, volando con il monomotore e imparando a orientarmi a vista». Da marzo di quest’anno, il trasferimento a Lugano ha segnato il passo successivo: l’addestramento sui simulatori professionali a Mendrisio e i voli più complessi tra gli aeroporti svizzeri.
Per Lucrezia, volare è un’esperienza duplice, con due anime distinte ma ugualmente affascinanti. Da un lato c’è la poesia del volo a vista: «È stupendo, ti permette di ammirare il mondo dall’alto. Ho fatto un volo sorvolando il Cervino, il Monte Bianco e il Monte Rosa, tutti insieme. È stato fantastico». Dall’altro, c’è la sfida intellettuale del volo strumentale, quello degli aerei di linea, dove si naviga affidandosi unicamente alla tecnologia. «Lì entra in gioco la precisione, la struttura mentale, la sistematica nel programmare ogni dettaglio. Sembra quasi una magia: imposti tutto e ti ritrovi esattamente a destinazione. Prima eri là, adesso sei qua».
Un percorso affrontato con la consapevolezza di entrare in un mondo ancora prevalentemente maschile. «Sono stata fortunata, ho trovato istruttori e compagni molto rispettosi e disponibili. Tutti si sono impegnati ancora di più per aiutarmi a superare le difficoltà».
Il brevetto appena ottenuto è una licenza “ATPL Frozen”, un primo, fondamentale passo per accedere al mondo del lavoro. Ora l’obiettivo è accumulare 1500 ore di volo per sbloccare la licenza definitiva, candidandosi per le selezioni di compagnie low-cost come, per esempio, Ryanair, Neos o Wizz Air. «È la strada per fare esperienza», spiega. I sogni per il futuro non mancano: dalle rotte a lungo raggio fino ai jet privati, un mondo che la affascina molto.
Nel frattempo, continua l’addestramento sui simulatori del Boeing 737, l’ultimo tassello prima di inviare i curriculum. Un passo alla volta, con i piedi per terra ma la testa, e il cuore, già proiettati verso il cielo.