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Economia | 19 giugno 2024, 15:45

Vola il settore dell'edilizia in provincia di Varese: crescono sia imprese che addetti ma non mancano le preoccupazioni

La Feneal Uil Lombardia commenta i dati dell'Osservatorio statistico della Cnce: sul nostro territorio nel 2023 le aziende del comparto sono cresciute del 2,5% sul 2022 e del 10,45% sul 2021, i lavori iscritti alla cassa edile del 6,86% e del 19,43%

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Cresce a gonfie vele il settore dell'edilizia in provincia di Varese: a dirlo i dati dell'Osservatorio statistico della Cncf, ripresi dalla Faneal Uil Lombardia, il sindacato di categoria.

Nel 2023, le ore lavorate sono cresciute del 3,82% rispetto al 2022 e del 10,44% rispetto al 2021. I lavori iscritti alla cassa edile sono aumentati rispettivamente del 6,86% e del 19,43%, il numero delle imprese del 2,5% e del 10,45% e la massa salari del 6,53% e del 17,35%. 

Ma non sono tutte rose e fiori nel comparto come sottolinea il segretario generale della Feneal Uil che commenta il Decreto Casa voluto dal ministro Salvini. 

Il sindacato degli edili ritiene positive alcune misure che da tempo vengono chieste e che permettono alle classi più deboli e disagiate della popolazione di accedere alle agevolazioni per la riqualificazione degli edifici.

Di tutt’altro tenore, invece, il giudizio su variazioni di destinazioni d’uso esemplificazione amministrativa burocratica, così come il tema dell’emergenza casa che, viene ribadito, al di là della propaganda, non viene affrontato.

«Continua a non esserci nulla per il fondo per il sostegno affitti – evidenzia Cutaia in una nota - e per il fondo per la morosità incolpevole, azzerati da questo Governo, e nulla sul rilancio dell’edilizia residenziale pubblica. E tutto questo mentre i numeri della Cassa edile a fine 2023 (dati del primo trimestre 2024) confermano che il settore delle costruzioni in Lombardia gode di buona salute: sono infatti aumentate le imprese iscritte alla cassa edile ora a oltre 20 mila (+ 2,14% rispetto al 2022) e il numero degli addetti stimato in 127.380 con un incremento sul 2022 del 9,19%». 

Segno questo che il settore rappresenta ancora uno dei traini del PIL italiano anche alla luce delle nuove direttive europee sulle “case green” che il sindacato giudica positivamente, non solo in previsione dell’applicazione della direttiva comunitaria, ma anche sull’ampliamento degli interventi nelle categorie di edilizia libera, delle tolleranze costruttive ed esecutive che consentono la non costituzione di violazione edilizia, con una diversificazione a seconda della dimensione dell’immobile, del superamento dell’obbligo alla doppia conformità e del riallineamento tra progetti depositati e reale esecuzione senza interventi che modificano la sagoma esterna.

«Davanti a numeri positivi e a soluzioni europee che condividiamo - conclude Cutaia - ci aspettavamo misure per il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica e per un mercato degli affitti a costi sostenibili, ora vera emergenza, ma non le ritroviamo nel decreto. Del resto, dopo grande propaganda del Ministro Salvini, del Piano Casa, già non si parla più di un programma ‘futuro’ di edilizia residenziale pubblica e sociale. Le risorse sono scarse (100 milioni di euro) e saranno disponibili solo nel 2027 e nel 2028. Mi pare che, oltre che da una norma che vuole sanare irregolarità formali in abitazioni private pensando, ‘fornire un riscontro al crescente fabbisogno abitativo, rimuovendo gli ostacoli che determinano lo stallo delle compravendite’, le uniche certezze riguardo un’emergenza casa crescente sono rappresentate dal taglio al fondo affitti per le famiglie in difficoltà economica, dall’assenza di investimenti per l’edilizia pubblica e dalla totale mancanza di confronto con organizzazioni sindacali». 

Redazione

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