Tante mani alzate, come numerose sono le domande che vengono rivolte ai carabinieri. Alle scuole Bellotti di Busto c'è la lezione di legalità e la tiene il luogotenente Francesco Caseri, con il vicebrigadiere Francesco Marsala.
Un confronto intenso, ricco di curiosità che i ragazzi sanno dimostrare nel loro modo diretto. Ma anche con un momento particolare, un pensiero a Giulia Cecchettin - per cui anche qui si era fatto un minuto di silenzio - e un appello proprio agli alunni. Perché ciascuno di noi può essere importante nell'intercettare dei segnali di violenza e maltrattamenti e quindi segnalare alle forze dell'ordine. «Dopo Giulia purtroppo - ha sottolineato il luogotenente Caseri - ci sono stati altri femminicidi, è una piaga un po' difficile da estirpare. Voi siete piccoli, ma non così piccoli da non capire... già alla vostra età, è importante che nei vostri ambienti vi rendiate conto se c'è qualcosa che non va. E lo facciate presente agli adulti, alla scuola, alla famiglia».
Solo così anche le forze dell'ordine hanno maggiori possibilità di prevenire e di aiutare chi è in difficoltà. Del resto, è stato bellissimo il messaggio di Caseri, chi sono le istituzioni? «Secondo me le istituzioni siete voi - ha detto - noi rappresentiamo voi, siamo al servizio vostro».
È stato un incontro fortemente voluto dalla dirigente dell'Istituto comprensivo Bertacchi, Roberta Mecarelli, e che segue quello altrettanto significativo con Mai Paura settimana scorsa. LEGGI QUI. A introdurre la mattina, la professoressa Cristina Longhi- «I carabinieri sono nostri alleati sul territorio, quelli che ci indicano le cose giuste da fare». Un video ha mostrato le caratteristiche dell'Arma e del suo impegno a favore dei cittadini. Italiani e non solo, ricorda il luogotenente Caseri indicando anche le azioni di pace all'estero. E non si trascura di rammentare come sia anche uno sbocco professionale, anche se è soprattutto una missione. Occorre studiare, attenti: quando l'Arma fu fondata nel 1814, i carabinieri dovevano saper leggere e scrivere, il che rappresentava una rarità tra popolazione dell'epoca.
Gli alunni portano a casa quell'immagine delle regole amiche: rispettare, ascoltare, dialogare e scegliere. I militari li hanno guidati nella comprensione di questi termini anche con esempi concreti. Uno che li tocca da vicino: rimettere in ordine la cameretta.
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