Ieri... oggi, è già domani | 28 giugno 2023, 06:13

"giugn al vò …." - giugno se ne va ….

Giugno se ne va coi suoi "fastidi" del tempo. Pioggia, sole ….. e solleone. Poi ci sarà luglio "col bene che ti voglio e mai non finirà" …. certo finirà anche luglio e i commenti delle persone saranno (come sempre) aleatori …. dipendenti dal caso, dalla sorte.

"giugn al vò …." - giugno se ne va ….

Giugno se ne va coi suoi "fastidi" del tempo. Pioggia, sole ….. e solleone. Poi ci sarà luglio "col bene che ti voglio e mai non finirà" …. certo finirà anche luglio e i commenti delle persone saranno (come sempre) aleatori …. dipendenti dal caso, dalla sorte.

Anche Giusepèn ne parla. E ancora meglio di "ul Giusepèn" lo esplicita Maria che commenta i dati raccolti da prove inconfutabili, del successo che sta ottenendo "Giusepèn e Maria", in Libreria, ma pure come "opera di bene"  per l'aiuto degli Sponsor, dedicata ai nostri "nonnini" che meritano considerazioni positive a tutto spiano per quanto ci hanno donato e insegnato durante la loro vita che ora, un tantino langue a casa o in Istituto "La Provvidenza".

Mi aspetto la "rivincita del destino" sottoforma di "risposte" da fornire a chi aveva "profetizzato un flop" della vendita delle copie del libro, considerando che attualmente, di Bustocchi "nativi e lavativi" s'è ridotto il numero durate questi quattro anni. Chi è tuttora in vita (e ciò mi fa piacere) è considerato molto meglio di quanto lo è stato precedentemente. Come? Avevamo chiesto a Figli e Nipoti di leggere ardentemente "Giusepèn e Maria" (e lo avevamo fatto anche per il precedente libro "ul Giusepèn"), con passione ai loro "nonnini in casa" o nelle strutture pubbliche, pagine della loro vita, della loro parlata del loro Dialetto Bustocco da strada e ci garba asserire che l'invito è stato accolto bonariamente e attualizzato.

Non mi spiego oltre, il successo che sta riscontrando "Giusepèn e Maria" e nemmeno mi capacito di quanto benevolmente è accolto il libro, da chi, il Dialetto Bustocco lo percepisce o lo riconosce per sentito dire. S'è fatto un gran baccano per introdurre il Dialetto nelle Scuole, ma il "tanto rumore per nulla" non ha avuto rispondenze positive. Invece, coi Figli e Nipoti che leggono ai loro "nonnini" le vicende di vita che hanno caratterizzato il nostro "novecento" si è stimolata la fantasia di chi voleva impararlo e l'ha fatto nella maniera migliore: leggendo ogni vicissitudine, ricevendo un commento diretto da chi aveva mandato il cervello "a dormire" e d'improvviso il cervello "s'è svegliato" per questo impeto di generosità e di riconoscenza per i rispettivi "nonnini".

Anche la serata del BA Cultura del 27 scorso è andata benissimo. L'articolo su Prealpina a firma Sara Magnoli e la Presentazione (sempre professionale) di Francesca Boragno hanno dato ragione alla vice Sindaco e Assessore alla Cultura, la Giornalista Manuela Maffioli, per avere incluso in BA Cultura 2023, il nostro "Giusepèn e Maria".

Non ci garba "celebrare" questo successo editoriale con parole vacue o prive di sentimento; quanto sta avvenendo per "Giusepèn e Maria", va oltre ogni più rosea aspettativa. Ci garba tuttavia, sottolineare il valore morale del libro. Andare incontro alle esigenze di chi ha vissuto una "vita grama", colma di sacrifici, per me, Autore del libro con la super condivisione di Giusepèn è un "premio" al significato morale contenuto in ogni capitolo del libro stesso. Poi, come giustamente rimarca Maria "te me fèi andò su a buca da tuci, anche da chi l'a lengiu non ul libar" (mi hai fatto andare sulla bocca di tutti, anche di coloro che non hanno letto il libro) ma "te idae che a cusiositò l'e femina e i petonighi in un cai modu i legiàan ul libar" (vedrai che la curiosità è femmina e le pettegole, in qualche modo, leggeranno il libro).

Propendo tuttavia che il libro deve essere letto col cuore e che le vicende narrate siano solo un modo per far piacere ai destinatari (i "nonnini") di ricevere da Figli e Nipoti, gratitudine e il giusto riconoscimento per il loro insegnamento. Di tempo a disposizione (meglio ribadirlo) vista l'età non è che ne trascorra molto.

Giusepèn annuisce e ha pronta la battuta: "mèi sta chi malamenti che andà là pulidu" (meglio restare in vita in qualche modo, piuttosto di passare a miglior vita, benissimo), ma so che lui, Giusepèn tiene molto e anche qui, vuole rimanerci bene e più a lungo possibile.

Ora più che mai, Giusepèn, NOCINO e … grazie alla gentile signora che ce ne ha fatto avere una bottiglia (speru c'à la ma ciapà non par ciucati, neh) - spero non ci abbia preso per ubriaconi.

 

Gianluigi Marcora

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