Territorio - 13 dicembre 2022, 13:23

Diabete urbano: l'impegno di Varese con 17 città italiane

A Palazzo Estense l'adesione al programma globale nato per rispondere all'incremento del diabete negli ambienti urbani. La vita cittadina facilita lo sviluppo del diabete di tipo 2

La città di Varese aderisce a Cities Changing Diabetes, un programma globale nato per rispondere all'incremento del diabete negli ambienti urbani. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione con Health City Institute, con l’adesione di ANCI e sostenuto dalla azienda Novo Nordisk.

L'obiettivo del programma, al quale hanno aderito fino ad ora 17 città, tra le quali Roma, Milano, Napoli, Bologna, Bologna, Bari e Venezia, è quello di realizzare i cinque obiettivi della Urban Diabetes Declaration, vale a dire investire nella promozione della salute e del benessere; affrontare i determinanti sociali e culturali del diabete e combattere per una salute equa; integrare la salute in tutte le politiche; coinvolgere e impegnare la comunità per assicurare soluzioni sostenibili per la salute; creare soluzioni in partenariato con altri settori in modo trasversale.

Questa mattina quindi si è tenuto in Salone Estense l'incontro relativo all'adesione della città di Varese al programma.

Presenti Davide Galimberti, Sindaco del Comune di Varese; Emanuele Monti, Presidente III Commissione Sanità di Regione Lombardia; Lucas Maria Gutierrez, Direttore Generale di ATS Insubria; Lorenzo Maffioli, Direttore sanitario di ASST Sette Laghi; Guido Bonoldi, Consigliere Comunale con delega alla Salute del Comune di Varese e Coordinatore del Comitato “Varese in Salute; Ilaria Garofalo, Presidente dell’Associazione Diabetici DI.VA. di Varese; Andrea Lenzi, Presidente dell’Health City Institute (in video collegamento); Maria Antonietta Bianchi, Dirigente UO Nutrizione, Stili di Vita ed Educazione Alimentare ATS Insubria; Cristina Romano, Responsabile SSD di Diabetologia dell’ASST Sette Laghi, Leonardo Mendolicchio, Responsabile UOC Riabilitazione DCA Auxologico – Piancavallo; Roberto Molinari, Assessore agli Interventi e Servizi di Assistenza Sociale del Comune di Varese e Francesco Missineo, Patient Access Novo Nordisk S.p.A.

«Varese, come altre città metropolitane, aderisce a questo programma finalizzato a rendere la nostra città sempre più improntata sul benessere, valorizzando le risorse che possono favorire la prevenzione e le buone abitudini, innescando la modifica di fattori ambientali, educativi e culturali» dichiara il sindaco Davide Galimberti.

«Le strategie di prevenzione hanno maggior successo se non ridotte a interventi isolati, sporadici e comunque limitati - dichiara Lucas Maria Gutierrez, Direttore Generale di ATS Insubria - è necessario lavorare su aree omogenee di programma, e fare rete per poter stimare e amplificare la influenza degli interventi preventivi sulla salute delle comunità. L’approccio Cities Changing Diabetes è perfettamente orientato in questa direzione, in una moderna logica di visione one health».

«La Struttura Semplice Dipartimentale di Diabetologia di ASST Sette Laghi, guidata dalla Dottoressa Cristina Romano e supportata dalle Associazioni di Volontariato, è già da tempo impegnata nell’organizzazione di percorsi di urbanizzazione sostenibili e progetti educativi anche sportivi, quali, ad esempio camminate, corsi collettivi di educazione alimentare e percorsi programmati di attività fisica. Grazie alla Dottoressa Romano, ASST Sette Laghi, in collaborazione con il Comune di Varese, parteciperà attivamente alla realizzazione degli obiettivi di ricerca che si prefigge il progetto Cities Changing Diabetes anche compilando, insieme ad ATS Insubria, una mappatura del nostro territorio per individuare le aree dove la popolazione potrebbe essere più soggetta al rischio di diabete urbano» aggiunge Lorenzo Maffioli, Direttore sanitario di ASST Sette Laghi.

Con “diabete urbano” si vuole definire la malattia diabetica che riguarda le persone che vivono nelle città e nelle metropoli, ambiente che, come è ben dimostrato, influenza il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete.

Abitudini e lavori sedentari, alimentazione sregolata ed eccessiva, scarsa o nulla attività fisica sono tra le caratteristiche della vita cittadina che favoriscono lo sviluppo di obesità e diabete di tipo 2.

La prolungata emergenza pandemica, con le limitazioni agli spostamenti e alle attività sportive e l’incentivazione del telelavoro da casa, ha persino contribuito ad aggravare il problema, favorendo ulteriormente la tendenza alla sedentarietà. Oggi, nelle città vive il 64 per cento delle persone con diabete, ma si tratta di un numero destinato a crescere.

La principale arma a disposizione per frenare questa avanzata è la prevenzione, attraverso la modifica di quei fattori ambientali, educativi e culturali che la favoriscono.

Redazione