Un professionista, che conosce la Fondazione Molina, ma soprattutto ne ha a cuore il destino. Il neo presidente, Carlo Maria Castelletti, nominato dopo le dimissioni di Guido Bonoldi per entrare in politica (leggi QUI), si è presentato questa mattina, mettendo sul piatto un grande progetto di sviluppo della Fondazione che ha al centro il benessere dei residenti, come ha tenuto a sottolineare nel parlare degli ospiti: «perché il Molina è la casa di tutti noi».
«Fino a ieri ho fatto parte dell’organismo di vigilanza del Molina col compito di vigilare sul codice etico e sul programma organizzativo - ha detto Castelletti - Il cda di Bonoldi ha fatto miracoli, con una conduzione esemplare: il Molina è stato riportato ad una credibilità e un’etica che in passato non c’è stata e in un periodo drammatico come quello del Covid. Cercherò di portare avanti questo lavoro perseguendo la strada indicata da Bonoldi e non permettendo che la politica lo usi per polemiche di basso profilo».
I progetti in cantiere sono già tanti, a comicniare dalla costruzione, all'interno dell'area del Molina, di una "clinica del sollievo", un reparto di 10/15 posti in cui accompagnare le persone nel fine vita e somministrare le cure palliative. «Ero stato chiamato da due associazioni del territorio per farlo, prima di essere nominato presidente, e quindi ora sono motivato più che mai a portare avanti questo progetto: è il mio sogno. Mi concentrerò anche nel migliorare la qualità dei servizi offerti, implementandoli con l'assistenza psicologica per ospiti e personale, soggetti ad un turn over emotivo che merita di essere affrontato con adeguati strumenti. E poi naturalmente mi occuperò dell'amministrazione dei beni della Fondazione».
Una figura estremamente qualificata e motivata quella di Castelletti, che «abbiamo scelto tra le candidature presentate tre anni fa, come da statuto - ha detto il sindaco Davide Galimberti - e lo abbiamo fatto velocemente per dare continuità alla gestione della Fondazione. C’è stata da parte di tutti l'indicazione di proseguire la strada intrapresa dal cda negli ultimi tre anni e Castelletti conosce la Fondazione e ha indubbie capacità gestionali e manageriali tali da garantire la continuità richiesta».
Una scelta condivisa anche dal prevosto, Monsignor Luigi Panighetti: «Ringrazio il dottor Bonoldi per il lavoro fatto in questi anni, che ha servito la vocazione di questa Fondazione. E' apprezzabile anche la scelta di dimettersi, perché il Molina è una realtà importantissima per la città e il territorio, al servizio delle persone fragili, e non deve diventare luogo di disputa politica. Ringrazio infine il neo preseidente per aver accettato la nomina e gli auguro un lavoro proficuo e che la sua presenza sia di competenza per affrontare le sfide grandi e impegnative del futuro».